Invece le canzoni non ti tradiscono, anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te hanno voluto dire qualcosa, le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle, intatte; non importa se cambierà chi le ha cantate. Se volete sapere la mia, delle canzoni, delle vostre canzoni, vi potete fidare.
Tratto da –Radiofreccia-
Chi ha vissuto un momento difficile sa cosa vuol dire avere una canzone a fargli compagnia, può servire da consolazione o da mezzo utile ad esternare la tristezza del momento. E anche quando si vivono momenti di felicità la musica può diventare sottofondo per fissare quegli attimi nella memoria.
Tutto quello che succederà poi non è importante. Il momento vissuto è stato suggellato e ogni volta che certe note ritorneranno nelle orecchie si trasformeranno in battiti di vita vissuta.
Il potenziale evocativo delle canzoni è infinito. E’ la realtà, quella interna ad ognuno di noi, a plasmarle a farle diventare patrimonio unico, che tutti possono coltivare: la musica parla un linguaggio immediato, tale da far sì che l’umanità intera possa comprenderlo.
E’ da un po’ di tempo che mi è tornata alla mente una canzone di Battisti che s’intitola Il leone e la gallina. Mio papà quando ero bambina era solito canticchiarmela. Se l’avessi ascoltata oggi per la prima volta non penso mi sarebbe piaciuta. E invece, pur essendo una sorta di filastrocca dal testo tutt’altro che emotivamente toccante, ogni volta ascoltandola è un’emozione che porta con sé un ricordo indimenticabile. E come questa tante altre, fedeli compagne di avventure.
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