Avete presente Fiona?? La consorte di Shrek dai! Beh, nonostante qualche chilo di troppo, non ho mai sentito nessuno criticare la sua bellezza… peccato che io, una pseudo sosia della bella Fiona, abiti nel mondo reale e non nel regno di molto molto lontano!
Non sono mai stata magra (o almeno così dicono). Affronto il problema di essere in carne da quando frequentavo la scuola materna. E sapete cosa mi sento dire da circa 20anni a questa parte?? “Hai davvero dei lineamenti piacevoli Paola e se fossi magra daresti del filo da torcere a un sacco di altre ragazze”.
Sono state davvero poche le persone che nella vita mi hanno apprezzata per quella che sono, indipendentemente dalla mia ciccia di troppo. C’è chi dice che le donne in carne piacciano agli uomini più di quanto si pensi. Io non sono d’accordo: ho ricevuto mille e più complimenti per la mia scollatura e per il mio viso, ma sono state rare le volte in cui mi sono sentita dire di essere bella, a livello globale intendo (obiettivamente le avances non sono state molte, comunque lungi da me aspirare ad essere soltanto oggetto di godimento fisico!).
Di fronte a tutto ciò ho sempre mantenuto un atteggiamento di polemica criticando aspramente coloro che non mi apprezzavano per il solo fatto di non rientrare nei canoni ordinari di bellezza (Oggi le equazioni magro=bello e grasso=brutto vanno molto di moda…). Anzi, mi sono sempre sentita superiore rispetto a tutti coloro che investivano nel proprio fisico molte delle proprie energie puntando, per fare colpo, esclusivamente su quello o quasi. Mi sono sempre detta che come persona ero migliore di loro: io sì, dicevo, a differenza di molti una mente attiva ce l’avevo e ne andavo fiera. Mi bastava quello.
Adesso mi rendo conto di quanto la mia posizione sia stata sbagliata. La verità nuda e cruda è che io stessa non mi sono mai accettata, semplicemente mi accontentavo di quello che ero. La polemica è stata solo un alibi per evitare di guardare in faccia il problema: non ho mai avuto la forza di ammettere che quello del sovrappeso era un difetto da cui, con imponente forza di volontà, avrei potuto liberarmi.
Ora ci sto provando: ho cominciato una dieta con l’intenzione di impegnarmi, sopportando il peso dei sacrifici. Raggiungere la silhouette perfetta non è il mio obiettivo (delle persone che si accaniscono per essere fisicamente perfette continuo ad avere bassa considerazione: vedo in loro un vuoto umano che riescono a colmare solo raggiungendo la perfezione fisica). Il traguardo che mi prefiggo è un altro: arrivare a piacermi. Raggiungere la sicurezza in se stessi è l’unico modo per mostrarsi agli altri fino in fondo e dunque essere apprezzati. Ho capito che fino adesso mi sono nascosta non lasciando all’altro la possibilità di conoscermi: il mio è stato uno stupido atteggiamento di chiusura mascherato da finta superiorità.
E sì che io la superbia non la sopporto.