sabato 16 febbraio 2008

BANDIERA AL VENTO? NO, GRAZIE.

Mi capita spesso  in questo periodo di campagna elettorale di parlare con gli amici di politica. Molti di loro, sfiduciati, sono convinti che la scelta migliore sia quella presentarsi il 13 Aprile e svolgere sì il proprio dovere di cittadino, ma facendo scheda bianca.

Beh io credo che sia un comportamento sbagliato. Condivido con loro la disillusione per una classe politica distante dai i veri bisogni del paese e spesso corrotta, ma credo anche che in tanto marciume si debba ancora poter riuscire a fare una scelta orientata verso quelle persone che più ti rappresentano. Diventa non solo una questione di ideologia, il piano su cui ragionare è più concreto… Volenti  o nolenti la politica è una parte importante dell’esistenza di tutti, l’atteggiamento migliore non è certo quello di negare quanto la politica e il comportamento dei singoli schieramenti possa influire sulla realtà, soprattutto sul futuro di noi giovani, ventenni e trentenni, il cui avvenire è sempre più incerto. Dal benessere dell’infanzia, riusciremo a realizzarci nel lavoro tanto quanto valiamo? O rimarremo, noi che di raccomandazioni e spintarelle non ne abbiamo, a parte qualche fortunata eccezione, dei precari che, nonostante una laurea tanto sudata, faranno fatica ad arrivare alla fine del mese, per di più senza il pensiero rassicurante di una pensione?

Bene, io il 13 Aprile andrò a votare e metterò una croce sul simbolo di quel partito verso il quale nutro la speranza di un cambiamento.

Il qualunquismo non mi piace. Nonostante la disillusione bisogna trovare la forza di fare una scelta evitando di farsi trasportare dagli eventi come bandiere al vento che non sanno o, peggio ancora, non vogliono prendere una posizione.

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