mercoledì 30 aprile 2008

IRONICHE OMELETTE

“Quando entrerai in casa mia all’apparenza troverai sempre mia madre che sforna omelette e sorridente ti offre una coca. Mio padre invece sarà seduto davanti alla tv e beatamente ti chiederà come hai passato la giornata”.

Citazione tratta da un momento di reciproci sfoghi sui piccoli drammi quotidiani, familiari e non.

Io, che quando c’ho da sfogarmi divento più pesante di una macigno (la mia espressione si fa seria e i miei sproloqui diventano interminabili), non posso far altro che ammirare chi, diversamente da me, riesce ancora a non prendersi troppo sul serio, ridendo dei propri problemi e riuscendo a strappare anche agli altri una grassa risata.

Quella di saper sdrammatizzare è un’arte non da tutti. Complimenti!

lunedì 28 aprile 2008

LA VITA E' COME UNA SCATOLA DI CIOCCOLATINI

Eventi inaspettati li ho già vissuti, peccato siano stati un po' troppo traumatici...

Perché le sorprese invece, quelle piacevoli intendo, faticano tanto a passare anche da qui??

Io attendo fiduciosa, la fase di Quiete dopo la tempesta finirà anche per me prima o poi...

E poi Forrest ha ragione, niente si può prevedere a tavolino: forse è ora di smetterla di essere così impaziente!

martedì 22 aprile 2008

PERSONALITA' MULTIPLE

Ufficialmente il mio nome è uno: Paola. Lineare, sobrio, asciutto, scelto per queste caratteristiche dai miei genitori super-seri che ne vanno fieri.

Ufficiosamente ho più nomi io di Asia Argento, che all’anagrafe è registrata come Asia Aria Anna Maria Vittoria Rossa (povera stella!).

Grazie agli amici fuori di testa che mi ritrovo il risultato è che a seconda delle situazioni mi ritrovo a essere chiamata:

Polla, a volte abbreviato in Pol, che a dire la verità, nella cerchia degli amici ha sostituito il mio nome vero da una decina d’anni ormai.

Pollacentrica. Personalizzazione di “egocentrica”, usato quando rendo l’umanità partecipe del mio mondo e delle mie (pseudo!)convinzioni.

Polla al ca**o. Usato quando faccio innervosire e quando divento “pesante”, sentirmi chiamata così mi fa imbestialire. (Da apprezzare la finezza che ci contraddistingue).

Oceano Pacifico. Per contraddistinguermi da quelle “pozzanghere” che non riescono ad apprezzare canzoni tipo “La donna cannone” o altre perle simili.

Giugu. Pare che quando m’innervosisco il malcapitato che ho sottotiro in quel momento corra il rischio di essere assalito alla giugulare quando meno se l’aspetta.

A questi se ne aggiungono svariati altri usati nelle situazioni più disparate…

Spero che poi, andando avanti di questo passo, qualcuno non si lamenti se con il tempo inizierò ad avvertire qualche disturbo della personalità!

mercoledì 16 aprile 2008

SALUTO L'INVERNO

Il sole di Primavera ha illuminato la giornata. Ora che sta arrivando sera invece il cielo è scuro e sembra che stia per portare con sé uno di quei temporali rigeneratori che fanno bene alla terra; e non solo.

Di questi tempi in cui tutti abbiamo bisogno di un po’ di positività rigeneratrice vi regalo le parole di questa canzone. Il mio augurio è che quelli come noi possano raggiungere la primavera dello spirito anche in questo presente che tutto suscita, tranne che consolazione.

È bastata una notte da sola

Un risveglio da sola

Per sentire

Il profumo intenso dell'estate

Mi ritrovo a curiosare tra le pagine

Di un libro

Sull'interpretazione dei sogni

Sfuggendo vigliaccamente

Ad un allegro delitto e castigo

Ecco la novità

Al mio risveglio

È arrivata da un altro pianeta

Un'insolita ebbrezza

È la curiosità

Un fervido impulso

Il motivo di un viaggio perenne

Uno sguardo al di là

Del sistema solare

È passato l'inverno

Lasciandomi addosso il ricordo

Di un saluto

E il sapore incerto del passato

E non sono più legata

Alle abitudini di un tempo

E nemmeno malinconica

Ma vivo perfettamente

In equilibrio

Tra il cielo e l'inverno

Ecco la novità

Al mio risveglio

È arrivata da un altro pianeta

Un'insolita ebbrezza

È la curiosità

Un fervido impulso

Il motivo di un viaggio perenne

Uno sguardo al di là

Mentre saluto l'inverno

E l'attesa è insostenibile

Ecco la novità

Al mio risveglio

È la curiosità

Un fervido impulso

Il motivo di un viaggio perenne

Uno sguardo al di là

Del sistema solare

È la novità

Del sistema solare

È la novità

Del sistema solare

È la novità

Del sistema solare

È la novità.

 

Paola Turci

 

P.s. Un grazie a quel mio preciousamico, compagno di quotidianità e dell’avventura in rete, che ieri sera me l’ha fatta riascoltare.

martedì 15 aprile 2008

LA PRIGIONE IN CASA PROPRIA

Cittadini dalle coscienze svuotate.

Uomini e donne che ritrovano se stessi solo nella strenua difesa dei propri esclusivi interessi.

Annullamento degli ideali di giustizia vitali.

Terrore ed emarginazione del diverso.

 

L’Italia che ci aspetta sarà un paese barricato dentro se stesso e dentro i propri limiti, chiuso alle novità che la società moderna ci pone come sfida da vincere.


E’ davanti a questo scenario che forte diventa il mio desiderio di scappare per diventare cittadina di un mondo diverso in cui finalmente possa riconoscermi. Il mio pensiero va alla Spagna di Zapatero, alla cosmopolita Londra, agli Stati Uniti di Obama: realtà in evoluzione alla ricerca della luce.


Mentre il resto del mondo occidentale cambia per cercare di migliorarsi, l'Italia decide di rimanere la copia sbiadita di se stessa. Che amarezza.

 

 

domenica 13 aprile 2008

"OGGI POSSIAMO CAMBIARE IL PAESE"

Eugenio Scalfari


venerdì 4 aprile 2008

MAESTRO PEDRO

A proposito di autenticità, in quel capolavoro di Almodovar che si chiama “Tutto su mia madre”, si diceva:

La vera autenticità non sta nell’essere come si è, ma nel riuscire a somigliare il più possibile al sogno che si ha di se stessi”.

Scaricare le proprie frustrazioni sulla vita degli altri non è certo il modo migliore per affrontarle: questo a mio parere non significa essere autentici.

E allora stacchiamoci da quel cordone ombelicale che ci tiene uniti in modo simbiotico e ci impedisce di pensarci come persone che hanno modi di essere diversi l’uno dall’altro.

Coltivare i propri spazi individualmente, senza il timore di essere criticati, ci aiuterebbe a relazionarci in modo più costruttivo e a raggiungere quella meta a cui aspiriamo, non importa quale sia, facendoci godere il viaggio durante il quale tanto stiamo sudando.

mercoledì 2 aprile 2008

QUANDO A SAPERE DI MARCIO NON E' IL FIUME (ANCHE SE INQUINATO)

Costruire un sistema di difese mobili per evitare che le piene del piccolo fiume che scorre nella mia zona provochino dei danni alle abitazioni costruite a ridosso delle sponde.

Idea splendida (almeno in teoria).

In pratica i finanziamenti ottenuti dalla Regione saranno pari a 750.000 euro. Un’esagerazione.

I soldi sono necessari per risolvere il problema lungo un tratto di sponda non superiore ai 500 metri (e sto esagerando, probabilmente la lunghezza interessata dai lavori sarà molto minore).

Anche le persone un po’ ingenue come la sottoscritta, che è venuta a conoscenza della cosa perché spedita dal giornale ad assistere al sopralluogo organizzato dal Comune per l’approvazione del progetto, si sono rese conto che la cosa puzza di marcio e di quattrini spartiti sottobanco tra gli addetti ai lavori.

Evitando quei discorsi auto compassionevoli sulla pessima situazione della politica italiana, urlo a quelle persone che pensano che il Nord sia la parte migliore del bel paese che si sbagliano: nonostante la facciata di zona ultra civilizzata e popolata da persone lavoratrici e d’intelletto, si celano anche qui tanti mostri che sotto la scorza di uomini per bene, padri di famiglia colmi di valori lodevoli, nascondono un succo velenoso fatto di arrivismo e presunzione.

Fare la classifica tra ciò che è peggio e ciò che è meglio non è cosa… Qui, nonostante i giardini curati e il sistema della raccolta differenziata che funziona alla grande, spesso mettersi alla ricerca dell’autenticità è operazione troppo ardua.