domenica 25 maggio 2008

NO PREJUDICE

E se lasciassimo da parte tutti quei pregiudizi che ci attagliano la mente, avventurandoci in acque sconosciute, quante esperienze costruttive riusciremmo a vivere? Secondo me infinite… Nei miei modesti ventidue anni di vita ho scoperto che abbattere i pregiudizi è una delle azioni più difficili che la mente umana, almeno la mia, è in grado di compiere. Nonostante questo, io ci provo, persevero e non mi arrendo… A volte il risultato è pessimo, altre volte essere pronti a cambiare opinione è una scoperta meravigliosa, ancora più entusiasmante perché inaspettata. L’espressione più vera del tanto abusato termine LIBERTA’. Abbattere i nostri pregiudizi, quelli che razionalmente si rilevano ingiustificati rispetto al nostro modo di essere, è secondo me l’unico modo per vivere veramente senza barriere.

Tra vent’anni rimpiangerai le cose che non hai fatto più di quelle che hai fatto. Quindi vai di bolina. Lascia il porto sicuro. Spiega le tue vele al vento. Esplora. Sogna. Scopri.

Mark Twain

P.s. Lasciando da parte tutti i miei vecchi rancori nei confronti di Twain e del suo Huckleberry Finn che all’orale di maturità mi ha fatto sudare sette camicie, questa volta non posso far altro che inchinarmi davanti alla saggezza dell’intellettuale.

venerdì 9 maggio 2008

DADDY'S TEOREMA

Anni: 12.

Scuole: medie.

Prima cotta, stranamente iniziata male e finita bene (unico episodio di tal guisa nella mia ormai più che ventennale vita). Lui ai miei occhi era la perfezione impersonificata: sguardo penetrante e misterioso al punto giusto. (Oggi mi chiedo che cacchio avessi nella testa, ma va beh… su questo sorvoliamo che è meglio!).

Quando ancora lui non mi calcolava di striscio e se la faceva con la mia amica di allora, mio padre, guardando il mio musino triste, senza che io avessi mai spiaccicato mezza parola riguardo alla mia cotta, mi fa (grazie ai suoi superpoteri telepatici):

“Non prendertela ciccia, non essere triste. Non lo sai che se A ama B, al 90%, B ama C e C ama A???”

Anche stavolta, guarda un po’, mi tocca dargli ragione!

Mi faccio piacere sempre gli uomini sbagliati! Chissà perché, ma me li vado a cercare con il lanternino…

Magari se mio padre non avesse portato così iella, qualche volta in più in quel ristretto 10% avrei anche potuto rientrarci...

martedì 6 maggio 2008

IL QUARTO STATO

Una cosa è certa.

Quando avrò una casa tutta mia, la stampa di questo dipinto campeggerà in bella vista.

Nella sana, civile, preziosa protesta dei personaggi del quadro vedo molta umiltà, un'umiltà da cui voglio prendere esempio e che troppo spesso al giorno d'oggi scarseggia, non solo tra i politici, ma anche tra quei molti cittadini tanto pretenziosi verso lo Stato, ma anche tanto restii a compiere i propri doveri, fiscali e non.

Tra un po' si ricomincerà a parlare di condoni e di tutto il resto, le pretese dei menzogneri saranno accolte e la voce degli onesti affossata.

Non ci posso pensare...

venerdì 2 maggio 2008

TWO YEARS AGO

Quando questa data, il 2 maggio, non significherà più niente per me potrò finalmente convincermi che la mia vita è cambiata, davvero e definitivamente.

Anche quest’anno non posso fare a meno di rimembrare che momento difficile ho trascorso di questi tempi due primavere fa. Credo, per l’unica volta nella mia vita, di avere provato dolore: una sensazione lacerante di smarrimento e incredulità che si è protratta per parecchio tempo.

E’ stato lì che ho cominciato ad avere la consapevolezza di valere qualcosa come persona. Rispetto alla bassezza e all’infamia che si è nascosta tra i miei affetti più insospettabili mi sono sentita pulita, e orgogliosa della mia sincerità. Forse non mi sono mai perdonata l’ingenuità che mi ha fatto credere a tristissime menzogne e che ha permesso di lasciarmi ingannare nel modo più infido possibile, ma questa è un’altra storia.

Dopo momenti complicati, in cui stati d’animo contrapposti si sono altalenati (per la verità è stata una sensazione di tristezza a prevalere), ho recentemente creduto di aver raggiunto un equilibrio. Per un po’ ho pensato che tutto si stesse incanalando nella direzione giusta; mi sbagliavo. Oggi chiamo quell’equilibrio di ieri rassegnazione. Per il mio presente ho deciso si aspirare al meglio: mi sono stufata di accontentarmi.

Ed è così che bramo, desidero dimenticare la sofferenza e provare emozioni.

Forti.

 Vibranti.

Emozioni che mi facciano ricordare quanto la vita possa essere sorridente.