Forse avete ragione.
Queste parole a volte confuse, a tratti sconclusionate, non di rado un po’ banali, non sono tutte da buttare.
Anzi no, non è da buttare nemmeno una virgola di quello che ho scritto finora. Sono o non sono io colei che si scorge tra le righe?
La risposta è sì, e non importa se a volte mi sto un po’ antipatica, quello che conta è che mi ci riconosca.
E allora si riparte, o meglio si rinasce.
Ho aperto un nuovo capitolo della mia saga personale e mi sento un tantino su di giri, come una lei che di ora in ora sta abbattendo quei tratti di mediocrità attanagliante che ogni tanto l’hanno divorata.
E non è una questione di lotta strenua, violenta, all’ultimo sangue, tra me e il resto del mondo. A quelle/quelli come me non piacciono le battaglie, o meglio a noi piace stare dalla parte dei poveri e degli sconfitti. Andare avanti a spallate sarebbe solo controproducente…
E’ tutta questione di abbandonare quegli schemi mentali predefiniti che tanto ci fanno sembrare dei soldatini identici e senz’anima e seguire, senza paure, quell’intuizione vitale che il nostro profondo ci suggerisce.
Oggi mi amo un po’ più di ieri, sì mi amo un po’ tanto più di ieri.
E tutto grazie a un’intuizione.
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1 commento:
Grande amica, tornata a parlarci!
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