mercoledì 2 aprile 2008

QUANDO A SAPERE DI MARCIO NON E' IL FIUME (ANCHE SE INQUINATO)

Costruire un sistema di difese mobili per evitare che le piene del piccolo fiume che scorre nella mia zona provochino dei danni alle abitazioni costruite a ridosso delle sponde.

Idea splendida (almeno in teoria).

In pratica i finanziamenti ottenuti dalla Regione saranno pari a 750.000 euro. Un’esagerazione.

I soldi sono necessari per risolvere il problema lungo un tratto di sponda non superiore ai 500 metri (e sto esagerando, probabilmente la lunghezza interessata dai lavori sarà molto minore).

Anche le persone un po’ ingenue come la sottoscritta, che è venuta a conoscenza della cosa perché spedita dal giornale ad assistere al sopralluogo organizzato dal Comune per l’approvazione del progetto, si sono rese conto che la cosa puzza di marcio e di quattrini spartiti sottobanco tra gli addetti ai lavori.

Evitando quei discorsi auto compassionevoli sulla pessima situazione della politica italiana, urlo a quelle persone che pensano che il Nord sia la parte migliore del bel paese che si sbagliano: nonostante la facciata di zona ultra civilizzata e popolata da persone lavoratrici e d’intelletto, si celano anche qui tanti mostri che sotto la scorza di uomini per bene, padri di famiglia colmi di valori lodevoli, nascondono un succo velenoso fatto di arrivismo e presunzione.

Fare la classifica tra ciò che è peggio e ciò che è meglio non è cosa… Qui, nonostante i giardini curati e il sistema della raccolta differenziata che funziona alla grande, spesso mettersi alla ricerca dell’autenticità è operazione troppo ardua.

 

 

 

 

 

 

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