Ieri sera. San Siro. Tra i 65000 scatenati c’ero anch’io.
“Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po’ di sole ed in bocca una canzone” canta lui, ed è proprio così che io in quel momento mi sento: leggera, libera e piena di energia.
Le ore trascorrono, di canzone in canzone, ed io mi vedo sfrecciare il passato, di momento in momento, davanti agli occhi, con il cuore strabordante di emozioni. Tutte le volte che sento Ligabue suonare dal vivo è così: le canzoni che di anno in anno mi hanno fatto compagnia ritornano a essere pezzi di vita e io mi ritrovo a essere non solo la me di oggi, ma anche (forse soprattutto) quella ragazzina estasiata e sognatrice di qualche anno fa… Mi rendo conto, la cosa è alquanto patetica, ma che ci posso fare???
Poi il sipario cala, lo stadio si svuota, la notte avanza. Il tempo del sogno è finito: la realtà bussa prepotentemente alla porta ed io sono costretta a riaprirle.
Oggi è il day after e, pur se in compagnia di quella sottile vena malinconica della serie “oddio, quanto sta passando il tempo, ma che fretta c’ha?”, sono felice di come sto imparando a districarmi nelle insidie del presente e degli sforzi che sto facendo per costruirmi un futuro che nei miei desideri non è più tutto zuccherini e cuoricini, ma da DONNA LIBERA.
Speriamo che tutto ciò non rimanga un tentativo vano! In questo momento il pessimismo che provo sulla situazione della bella Italia è cosmico, e la mia aspirazione numero uno (accantonata l'idea del giornalismo, sono tornata a concentrarmi sulla mia intuizione iniziale), quella di essere un giudice, è messa alla prova dalla voglia che ogni tanto mi prende di fare le valigie.
Speriamo anche che abbia ragione il Liga quando ci dice che “questo paese non è di chi lo governa ma di chi ci abita”: le luci si abbassano, le note si alzano e i volti di grandi uomini italiani proiettati sul maxi schermo catturano l’attenzione di tutti… Forse qualcosa da salvare ancora c’è.
3 commenti:
Forse c'è davvero qualcosa da salvare...ma per farlo serve anche la tua voce. La tua voce che spesso è stata forte e pronta a farsi sentire anche al di sopra dei boati della tempesta. Io sento la tua voce ogni giorno...se ci rieci, torna a scrivere, e falla sentire anche agli altri. A quegli altri che, magari, aspettano solo la tua voce per riscuotersi dal torpore. Ti abbraccio
Post da brividi... della serie come condividere le emozioni...quelle vere...
Buona serata
Aicha
Giovane donna, luminosa speranza in terre di Mordor, quando torni a scrivere la tua indignazione e il tuo amore???
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